Contratto Nazionale Ristorazione Collettiva e commerciale, siglata l’ipotesi di accordo

È stata siglata l’ipotesi di accordo per la definizione del contratto nazionale della ristorazione collettiva e commerciale con Fipe Confcommercio, Angem, Aci- Alleanza delle Cooperative.

Dopo 4 anni e 8 mesi, scioperi e mobilitazioni, le parti datoriali e le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, sono riuscite a trovare una sintesi condivisa che riconsegna al settore regole e prospettive. Una trattativa complessa, a tratti aspra,  che ha consentito di individuare soluzioni che, pur non esenti da criticità, mantengono l’impianto dei diritti normativi e salariali preesistenti, dando nel frattempo una concreta risposta al salario che non registrava aumenti da aprile del 2013.

Ristorazione Collettiva e commerciale, pubblici esercizi e turismo, l’accordo che interessa circa 1 milione di lavoratrici e lavoratori, riunifica tutto il mondo della ristorazione, dai piccoli bar, alle mense, ai grandi gruppi della ristorazione autostradale.

Tra gli elementi positivi: una normativa più tutelante della precedente per i cambi di concessione e appalto; maggiori tutele nell’ambito del mercato del lavoro; la definizione di un codice condiviso contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro; e un aumento salariale di 100 euro a regime al IV livello, con una massa complessiva di 3mila euro.

“Siamo giunti ad una sintesi che vede punti positivi e punti critici, dopo un lungo e articolato confronto iniziato con esigenze e priorità distanti tra loro” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil nazionale.

Le controparti, infatti fin dall’inizio si sono poste al tavolo con la precisa intenzione di recuperare efficienza di costo andando a modificare strutturalmente una serie di importanti istituti, come i permessi, gli scatti di anzianità e il comporto malattia.

“Dopo un periodo difficile e nessun adeguamento economico, l’accordo rimette insieme le parti e potrà finalmente ridare stabilità e certezze ai lavoratori per i prossimi 4 anni” prosegue la segretaria; “consapevoli che questo è un punto di partenza per ricominciare a camminare insieme e ricostruire un modello di lavoro diverso.”

Per quanto riguarda la Filcams Cgil, ora la parola passa ai lavoratori per l’approvazione definitiva. Le lavoratrici e i lavoratori potranno esprimersi durante le assemblee organizzate nei posti di lavoro a partire dai prossimi giorni.

Comunicato stampa Filcams Nazionale

Pensioni: Cgil, gravi insufficienze in proposta Governo.

 

“Confermiamo il giudizio di grande insufficienza sulla proposta del Governo sulla previdenza. Per questo il 2 dicembre sarà una giornata di mobilitazione nazionale”. Così Susanna Camusso al termine dell’ultimo incontro sui temi previdenziali che si è tenuto questa mattina a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dei ministri Giuliano Poletti, Piercarlo Padoan e Marianna Madia, e dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil.
Per Camusso “siamo di fronte ad un’occasione persa, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne. La distanza tra la proposta di oggi e gli impegni assunti dall’Esecutivo per la fase due è grande: ci si muove per deroghe e piccoli interventi, non si interviene per modificare e rendere più equo il sistema previdenziale nel suo complesso. Per noi la vertenza pensioni resta aperta”.
“La mobilitazione del 2 dicembre – ha spiegato Camusso – sarà articolata a livello territoriale, e sarà proclamata a sostegno di cambiamenti universali del sistema previdenziale e per chiedere a Governo e Parlamento maggiore attenzione ai temi del lavoro”.

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