Terrorismo: Susanna Camusso scrive agli iscritti e alle iscritte della Cgil

La Cgil è una grande organizzazione sindacale aperta, fondata sulla libertà di adesione, che non conosce e rifiuta discriminazioni di carattere religioso o di provenienza geografica. Democrazia e libertà sono il nostro dna e sono il fondamento della nostra Costituzione.

Sono questi principi e valori che noi, il nostro Paese e l’Europa considerano inviolabili e che vogliamo strenuamente difendere.

Li abbiamo conquistati con il sangue e con il dolore dei nostri padri che ci hanno aiutato a costruire un continente in pace. Abbiamo combattuto la paura, l’odio razziale, la fame, le diseguaglianze. Abbiamo avviato la costruzione di un’Europa prospera e solidale. Si è trattato di un sogno che ha iniziato a realizzarsi che non vogliamo perdere ma difendere e avverare.

Per questo non vogliamo né possiamo rassegnarci all’Europa della paura.

….continua a leggere

Posted in News | Leave a comment

Lafestanonsivende2giugno_b

Posted in News | Leave a comment

Il 28 maggio sarà sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione. Scendi in piazza anche tu, facciamo sentire la nostra voce! AVANTI, SEMPRE, TUTTI!

l 28 maggio sarà sciopero Fuori Tutti per le lavoratrici e i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata aderente a Federdistribuzione, si è rotta infatti, a causa dell’arroganza e delle richieste inaccettabili dell’associazione datoriale, la trattativa per la definizione del Contratto Nazionale .
A subirne le conseguenze sono i dipendenti, senza un quadro normativo di riferimento, senza aumenti contrattuali ormai da ottobre 2013, a differenza dei colleghi delle imprese di Confcommercio, e in balia delle decisioni, a volte ricattatorie, delle aziende.

Per la terza volta in meno di un anno, le lavoratrici e i lavoratori scenderanno in piazza per far sentire la loro protesta, ancora più forte.

Il 28 maggio saranno organizzate iniziative e manifestazioni a livello locale, con l’obiettivo di coinvolgere quanti più lavoratori possibili e ottenere la solidarietà di clienti e cittadini.

A Torino il ritrovo è in Piazza Arbarello alle ore 9,30 e il corteo arriverà fino a Piazza Carignano!

Posted in News | Leave a comment

volantino sciopero filcams

Posted in News | Leave a comment

Posted in News | Leave a comment

sciopero

Posted in News | Leave a comment

mafia

Posted in News | Leave a comment

Buon 8 Marzo..ogni giorno dell’anno!

12804660_957275327698615_5281573850667785273_n

Posted in News | Leave a comment

Jobs act e la dignità del lavoro

di Vincenzo Martino
Avvocato giuslavorista che opera da tempo a Torino dove svolge un’attività professionale altamente qualificata, in particolare nel settore del diritto del lavoro e del diritto sindacale

Sono passati ormai due anni dal decreto Poletti, primo capitolo del Jobs Act con il quale è stato liberalizzato il ricorso ai contratti a tempo determinato. Da allora il diritto del lavoro italiano è stato riscritto e completamente destrutturato. In attuazione della legge delega n. 183/2014, sono stati emanati dal governo ben otto decreti legislativi delegati, con i quali tra l’altro:

– è stato pressoché abolito l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori per gli assunti con contratto a tutele crescenti (cioè tutti gli assunti a tempo indeterminato dopo il 7 marzo 2015), i quali non potranno praticamente mai essere reintegrati nel loro posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo;

– è stato introdotta in molti casi la possibilità di demansionare il dipendente;

– è stato legittimato il controllo a distanza sugli strumenti di lavoro, prevedendo anche l’utilizzabilità a fini disciplinari dei dati raccolti.

Le norme su demansionamento e controlli a distanza si applicano non solo ai nuovi assunti, ma a tutti e da subito. Non si può certo dire, dunque, che il governo Renzi non abbia fatto le riforme. Il problema è: come le riforme sono state fatte? Gli obiettivi propagandati dal governo erano quelli di creare nuova occupazione e di combattere il precariato. Quanto al primo obiettivo, i dati ci dicono che, al formidabile aumento di potere attribuito al datore di lavoro, non si è accompagnato un significativo aumento dell’occupazione complessiva.

E dire che il governo è stato generosissimo con le imprese, regalando incentivi a pioggia. La decontribuzione è già stata peraltro ridotta: quando cesserà del tutto l’effetto boomerang sarà inevitabile. Quelle ingenti risorse potevano dunque essere meglio impiegate. Anche il secondo obiettivo, quello di limitare il ricorso a forme di lavoro precario, sembra essere destinato ad un flop clamoroso. Già il contratto a tutele crescenti, per come è strutturato, costituisce esso stesso una sorta di ossimoro negoziale: è un contratto stabile e precario nello stesso tempo.

Ma i dati confermano nel contempo la tenuta delle assunzioni a termine e l’esplosione del lavoro accessorio, forma estrema di precariato. Se a ciò si aggiunge la scarsità di risorse destinate agli ammortizzatori sociali, si può tranquillamente affermare che la flexsecurity in salsa nostrana è ben lontana dai modelli nord europei ai quali si è finto di ispirarsi. Preso atto della gravità dell’attacco ai diritti dei lavoratori, la Cgil non si limita a protestare, ma finalmente formula una propria autonoma proposta di nuovo Statuto del lavoro.

Si tratta di una proposta molto complessa e ambiziosa, composta di ben 95 articoli (qui il testo integrale) destinata a divenire una proposta di legge di iniziativa popolare dopo la consultazione di cinque milioni di iscritti, ai quali in queste settimane viene richiesto il mandato per sostenerla anche con specifici quesiti referendari. Il testo, molto articolato anche perché vuol dare una risposta all’altezza dei tempi, si compone di tre parti.

Il titolo I sancisce diritti dei lavoratori a portata universale, configurabili in gran parte come diritti di cittadinanza, che valgono per tutti a prescindere dalla natura subordinata, parasubordinata ovvero autonoma del rapporto. Si tratta di norme tendenzialmente precettive, che garantiscono il diritto ad un lavoro dignitoso; ad un compenso equo e proporzionato; a condizioni ambientali sicure; al riposo ed alla conciliazione tra vita professionale e familiare; alla non discriminazione ed alle pari opportunità tra generi; alla riservatezza ed all’informazione; a forme di tutela assistenziale e pensionistica; ed altri diritti ancora.

Nel titolo II, destinato al diritto sindacale, si affronta finalmente la storica questione della piena attuazione dell’art. 39, seconda parte, della Costituzione, al fine di restituire centralità ed effettività alla rappresentanza sindacale e nel contempo di garantire l’efficacia generale (erga omnes) della contrattazione collettiva.

Nel titolo III , infine, si ripristinano i diritti cancellati o ridotti in questi anni, a cominciare dall’apparato sanzionatorio in caso di licenziamento illegittimo, nella cui disciplina riacquista piena centralità la reintegrazione nel posto di lavoro.

Un progetto ambizioso e di lungo respiro, dunque, che speriamo abbia le gambe per marciare. Ci sarà certo chi dirà che si vuole ritornare al passato: ma è indice di modernità togliere i diritti, incentivare la precarietà e l’insicurezza, dare il via libera ad ogni possibile abuso da parte delle imprese? Ed inoltre: è servito a qualcosa?

 

articolo  pubblicato sull'edizione on-line del  fatto quotidiano

Posted in News | Leave a comment

Esselunga, raggiunto importante accordo sul lavoro domenicale

Il lavoro domenicale si programma non si obbliga.

E’ stato sottoscritto con la direzione Esselunga un accordo nazionale sulla regolamentazione del lavoro domenicale. Dal 2 maggio 2016 al 30 aprile 2017 verrà effettuata una sperimentazione che riguarderà l’organizzazione del lavoro in queste giornate, finalizzata ad armonizzare l’esigenza dell’impresa di garantire adeguati presidi e quella delle lavoratrici e dei lavoratori di conciliare tempi di vita e di lavoro.

Esselunga infatti nei prossimi mesi intende estendere le aperture dalle 9 alle 20, tutte le domeniche, nella maggior parte della rete di vendita, sfruttando appieno la normativa vigente dal 2011 sulla liberalizzazione degli orari commerciali.
La Filcams Cgil da sempre in prima linea sul fronte politico nel chiedere una radicale modifica di questa legge profondamente iniqua, ha perseguito nella contrattazione, qua come su altri tavoli, l’individuazione di soluzioni utili affinché il disagio del lavoro domenicale non ricada sempre sui “soliti noti” anche per effetto di decisioni unilaterali delle imprese. L’accordo Esselunga introduce, in tal senso, interessanti elementi di solidarietà organizzativa tra tutti gli addetti interessati.

“Un accordo sfidante in una delle più importanti aziende italiane con cui storicamente non sempre è facile contrattare” dichiara Cristian Sesena Segretario Nazionale Filcams Cgil che prosegue: “si affida grandi responsabilità alla RSU chiamata a svolgere appieno il suo ruolo negoziale in tutto l’arco dell’anno di sperimentazione. Lo si potrebbe definire un vero e proprio periodo di prova per relazioni industriali che potrebbero stavolta fare un deciso salto di qualità. Speriamo che questa intesa rappresenti anche il primo passo verso il rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto ormai da 9 anni e, caso più unico che raro, nel panorama della grande distribuzione organizzata, ancora vigente”.

Nei negozi sarà attivato un confronto con le organizzazioni sindacali e verrà effettuata una programmazione trimestrale in base ai fabbisogni, raccogliendo le disponibilità volontarie; solo qualora queste non bastassero, si procederà secondo una equa rotazione fra i lavoratori che in prima battuta non avranno manifestato la disponibilità.

Ai lavoratori full time con la domenica ordinaria verranno concesse 3 domeniche libere l’anno, ai part time 2 domeniche libere l’anno. Questi “benefit” potranno raddoppiare per effetto di accordi specifici da siglare nei singoli negozi. Il confronto fra delegati e impresa a livello decentrato è il vero punto qualificante dell’intesa. In questa sede oltre a ragionare dei presidi si potrà anche definire compensazioni quali il w end libero ogni 10 domeniche lavorate per ogni addetto.

Inoltre, il trattamento economico prevede una nuova scala di pagamento che, superando e assorbendo la differenziazione prevista per le domeniche “natalizie”, diventa complessivamente più incentivante.

Nelle prossime settimane si terranno, in tutti i negozi, le assemblee sindacali di illustrazione dell’ipotesi di accordo che verrà sottoposta a referendum nelle giornate del 27 e 28 febbraio 2016.

COMUNICATO STAMPA FILCAMS CGIL NAZIONALE

Posted in News | Leave a comment